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	<title>Gasparedaidone's Blog</title>
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		<title>I Carusella, Bonnie e Clyde dello stoner</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Jan 2011 17:41:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gasparedaidone</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gasparedaidone.files.wordpress.com/2011/01/carusella-disco.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-267" style="border:1px solid black;margin:3px;" title="Carusella - disco" src="http://gasparedaidone.files.wordpress.com/2011/01/carusella-disco.jpg?w=240&#038;h=240" alt="" width="240" height="240" /></a>Tamar Aphek e Guy Shechter, in arte <strong>Carusella</strong>, sono una coppia strana. Di quelle che puoi incontrare per strada e che non riesci a fare a meno di notare. Lui con quella barba fuori dagli schemi, lei con quell&#8217;aria da cattiva ragazza. A guardarli così non sapresti immaginare dove collocarli, per scoprire in che cosa  sanno distinguersi, non più soltanto per un puro fattore estetico. Poi però, un&#8217;intuizione e li catapulti su un palco, meglio se intimo e vissuto come quello di <strong>sPAZIO 211</strong> a Torino. E così ti accorgi che non sono niente male. Anzi, scopri che, lasciati liberi di esprimersi in una dimensione live, rendono. Eccome se rendono&#8230;in maniera sorprendente, forse ancor di più rispetto a quando te li metti in cuffia. E fin qui tutto normale direte voi. E invece no. <span id="more-259"></span>Perché non tutte le band riempiono i vuoti dal principio alla fine come sanno fare loro, senza neanche trascurare il dovere di dare il giusto imprinting alla serata. Così, bastano poche note e l&#8217;aria si fa subito elettrica. Quasi spazzata da quella sabbia californiana, tanto cara ai cultori di molti gruppi che sembrano aver tracciato la strada di questi due singolari personaggi. Dai Kyuss dei primi anni &#8217;90 ai Queen of the Stone Age, assai più prossimi temporalmente agli anni zero. Ed ecco allora che il loro sound ha tutte le fattezze dei fiumi che scavano il gran Canyon. Se non altro perché i Carusella affastellano in rapida sequenza un pezzo dietro l&#8217;altro, uno più robusto dell&#8217;altro, aspri e così vicini agli stilemi <strong>stoner </strong>a cui guardano. Lei come una forsennata sale e scende dal mini-palco di sPAZIO, lui picchia che è un piacere. Provare per credere toccando con mano quel che resta a fine live delle sue bacchette, completamente, più del solito, maciullate. Senza soluzione di continuità, snocciolano monoliti che sono anelli di una catena di grande forza e impatto. Senza dubbio gli esemplari migliori del loro repertorio. Da &#8220;Sally&#8221; a &#8220;Surrender&#8221;, da &#8220;Conclusions&#8221; a &#8220;Star Quality&#8221;. E poi amano giocare i Carusella. Lo fanno con il pubblico in maniera scoperta, spontanea, come fosse la cosa più naturale del mondo. Lo fanno nel ristretto arco della loro presenza scenica, inseguendo i codici della loro intesa. Perché sono una coppia, ve lo avevamo detto o no? E in questo modo generano tra loro e con il pubblico una comunione di sensazioni, in cui le parole sono poche e ben spese, in cui tutto scorre veloce e violento, come un fiume che ti toglie il fiato e che alla fine ti lascia quella sensazione, bella e spietata del &#8220;tutto è già finito&#8221;. Che ti fa venire voglia, tornato nel chiuso della tua stanza, di rimetterteli in loop.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gasparedaidone.wordpress.com/259/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gasparedaidone.wordpress.com/259/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gasparedaidone.wordpress.com/259/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gasparedaidone.wordpress.com/259/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/gasparedaidone.wordpress.com/259/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/gasparedaidone.wordpress.com/259/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/gasparedaidone.wordpress.com/259/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/gasparedaidone.wordpress.com/259/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gasparedaidone.wordpress.com/259/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gasparedaidone.wordpress.com/259/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gasparedaidone.wordpress.com/259/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gasparedaidone.wordpress.com/259/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gasparedaidone.wordpress.com/259/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gasparedaidone.wordpress.com/259/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gasparedaidone.wordpress.com&amp;blog=5516280&amp;post=259&amp;subd=gasparedaidone&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Biennale Democrazia 2011. L&#8217;Italia alla ricerca del proprio federalismo</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Jan 2011 18:32:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gasparedaidone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gasparedaidone.files.wordpress.com/2011/01/logo-biennale-democrazia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-252" style="border:2px solid black;margin:5px;" title="logo-biennale-democrazia" src="http://gasparedaidone.files.wordpress.com/2011/01/logo-biennale-democrazia.jpg?w=240&#038;h=240" alt="" width="240" height="240" /></a>Sarà il <strong>federalismo </strong>il tema della seconda edizione di Biennale Democrazia. L&#8217;hanno reso noto gli organizzatori dell&#8217;iniziativa in una prima conferenza stampa, tenutasi a dicembre, per presentare gli interrogativi che il comitato scientifico della manifestazione, anche quest&#8217;anno presieduto dal giurista <strong>Gustavo Zagrebelsky</strong>, ha deciso di porre all&#8217;attenzione della società civile. La fortunata esperienza del 2009, che portò circa 40mila persone in piazze e teatri del capoluogo piemontese per un confronto sul testamento biologico, verrà così replicata <strong>dal 13 al 17 aprile a Torino</strong> con un chiaro obiettivo. Celebrare al meglio il 150° anniversario dell&#8217;Unita d&#8217;Italia. E quale modo migliore per rinnovare il valore dell&#8217;unificazione del nostro paese se non quello di riflettere insieme su una riforma in senso federale della sua organizzazione complessiva? <span id="more-250"></span><br />
Analogo rispetto alla prima esperienza il metodo scelto per coinvolgere e far esprimere l&#8217;opinione pubblica: una serie di incontri pubblici riservati a cittadini estratti a sorte sulla base di una campionatura statistica delle città partecipanti. Non solo Torino, ma anche <strong>Firenze </strong>e <strong>Lamezia Terme </strong>che sono andate ad aggiungersi alla città capofila dell&#8217;iniziativa, come a tracciare un filo ideale che percorre e unifica tutta la penisola. Si costituiranno così vere e proprie <strong>&#8220;giurie&#8221; di cittadini</strong>, chiamate a pronunciarsi sulle questioni più calde, su quelle che più si prestano ad essere dibattute e ad essere affrontate adottando differenti soluzioni, tutte da argomentare ovviamente. Non prima però di aver letto uno stesso testo, che valga per tutti come base da cui partire, un testo che contiene riferimenti teorici indispensabili, scientificamente condivisi e che per Biennale Democrazia atto secondo è intitolato <strong>&#8220;Quale federalismo per l&#8217;Italia?&#8221;</strong>. Non ci si dimentichi infatti &#8211; si legge nel comunicato diffuso in occasione della presentazione dell&#8217;edizione 2011 - <em>che Biennale Democrazia vuole stimolare la partecipazione diretta dei cittadini, grazie a un modello di formazione dell&#8217;opinione orientato alla discussione e alla corretta informazione, capace di condurre a posizioni consapevoli, approfondite e responsabili.<br />
</em>Intanto le prime giurie si sono già riunite il 10 e 11 dicembre, producendo riflessioni e raccomandazioni dalle quali far ripartire il dibattito, all&#8217;interno dei successivi incontri, sul perché e sul modo in cui riformare lo Stato italiano in termini federali.  Da notare, infine, che oltre alle piazze reali in cui confrontarsi ve ne saranno di virtuali, come l&#8217;apposito forum attivato sul sito internet di Biennale Democrazia e che permetterà a chiunque di esprimere il proprio punto di vista sui temi dibattuti.<br />
Il risultato ultimo di questo lungo e paziente cammino verrà raggiunto e presentato nel corso della manifestazione di aprile e sarà una sorta di road map, di dichiarazione d&#8217;intenti ragionata e argomentata, che si spera, in base ai principi ispiratori dell&#8217;iniziativa, possa guidare il legislatore.</p>
<p><strong>Per approfondire:</strong><br />
<a href="http://biennaledemocrazia.it/">Visita il sito di Biennale Democrazia</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gasparedaidone.wordpress.com/250/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gasparedaidone.wordpress.com/250/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gasparedaidone.wordpress.com/250/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gasparedaidone.wordpress.com/250/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/gasparedaidone.wordpress.com/250/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/gasparedaidone.wordpress.com/250/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/gasparedaidone.wordpress.com/250/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/gasparedaidone.wordpress.com/250/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gasparedaidone.wordpress.com/250/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gasparedaidone.wordpress.com/250/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gasparedaidone.wordpress.com/250/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gasparedaidone.wordpress.com/250/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gasparedaidone.wordpress.com/250/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gasparedaidone.wordpress.com/250/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gasparedaidone.wordpress.com&amp;blog=5516280&amp;post=250&amp;subd=gasparedaidone&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Attenti a quei due: il Pan del Diavolo è sempre avvelenato</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Sep 2010 18:30:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gasparedaidone</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gasparedaidone.files.wordpress.com/2010/09/cover-il-pan-del-diavolo-front.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-238" style="border:3px solid black;margin:7px;" title="oprovatrack list" src="http://gasparedaidone.files.wordpress.com/2010/09/cover-il-pan-del-diavolo-front.jpg?w=300&#038;h=296" alt="" width="300" height="296" /></a>Che una grancassa coronata di sonagli possa fare un gran casino è facile da immaginare ed è proprio ciò che, ancor prima di iniziare a suonare insieme, avranno immaginato anche i <strong>Pan del Diavolo</strong>, duo catanese, ormai alla ribalta della scena musicale italica, che su questo casino, o su questo rumore che dir si voglia, ha costruito la propria musica. Come ci siano riusciti e dove risieda il segreto di una così felice intuizione è presto detto. Aggiungendo alla suddetta sgangherata grancassa un paio di chitarre acustiche dal ritmo e dalla filosofia musicale che ha nel punk i suoi primi vagiti e poi andando a pescare a piene mani in un immaginario che si sono auto-costruiti e che vive a stretto contatto con la società dei nostri giorni. <span id="more-234"></span>Un immaginario che si traduce in testi che sembrano buttati lì, proprio per una venatura da ensemble incazzato, talmente incazzato da scomodare illustri paragoni, se c&#8217;è qualcuno che non a torto li ha già accostati alla grande tradizione dei <strong>cantanti urlatori</strong> dei tempi d&#8217;oro del boom economico nel nostro paese. Anche se a volerci guardare bene, nel loro passato trovano posto soprattutto due mostri sacri come <strong>Lux Interior</strong> e <strong>Mark Lanegan</strong>. E allora è logico chiedersi se siano già così adulti da poter sostenere certi paragoni. Troppo presto per dirlo ma una cosa è certa. Il loro primo album, <strong>&#8220;Sono all&#8217;osso&#8221;</strong>, uscito per La Tempesta dischi nel 2010, è un frutto che ha già un bel colorito rispetto al più immediato e timido Ep &#8220;Il Pan del Diavolo&#8221;, che invece segna gli esordi della band. Da <strong>&#8220;Farà cadere lei&#8221;</strong> a<strong> &#8220;Pertanto&#8221; </strong>sono molti i pezzi che potrebbero essere portati ad esempio per sintetizzare lo stile diretto e crudo dei &#8220;Diavoli&#8221;, ma forse solo una traccia, prima di tante altre, ci fa raggiungere il cuore della loro tensione folk: l&#8217;autobiografica <strong>&#8220;Università&#8221; </strong>attraverso la quale s&#8217;intravedono tutto lo smarrimento e la disillusione di un&#8217;intera generazione per un sistema e un mondo vissuti come vuoti e inefficaci. Così l&#8217;impressione che si ha è in definitiva una sola su tutte. Che Pietro e Gianluca abbiano bruciato le tappe. In realtà sui palchi che contano questi due scalmanati ragazzi di vent&#8217;anni ci arrivano per il viatico di un&#8217;amicizia rinata in sala di registrazione e poi rinsaldata anche dalla cura particolare riservata ai testi e alla tessitura strumentale. Un contro-senso per alcuni versi se andiamo a scoprire che altro segno particolare sulla carta d&#8217;identità musicale dei &#8220;Diavoli&#8221; è la verve che ci mettono quando sono sul palco e la qualità che ha un robusto impatto sonoro sui loro live. Il senso del palco appartiene alla loro dimensione e anche questa senza dubbio è una carta a loro favore nella partita che si gioca sul tavolo della musica portatile, scaricabile e ascoltabile in versioni tascabili. Una ragione in più per non perdersi il loro tour che ripartirà in autunno, dopo alcune date che nel mese di settembre li hanno portati al Solza Rock e per ben due volte anche a Torino, la prima al Fuori Stagione Festival e la seconda alla Fnac per un breve showcase.</p>
<p>L&#8217;articolo è anche su: <a href="http://community.mtv.it/Post/Attenti-a-quei-due-Il-Pan-del-Diavolo-%C3%A8-sempre-avvelenato/04EDFFFFF01E9D6EC000801146041">http://community.mtv.it/Post/Attenti-a-quei-due-Il-Pan-del-Diavolo-è-sempre-avvelenato/04EDFFFFF01E9D6EC000801146041</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gasparedaidone.wordpress.com/234/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gasparedaidone.wordpress.com/234/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gasparedaidone.wordpress.com/234/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gasparedaidone.wordpress.com/234/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/gasparedaidone.wordpress.com/234/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/gasparedaidone.wordpress.com/234/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/gasparedaidone.wordpress.com/234/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/gasparedaidone.wordpress.com/234/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gasparedaidone.wordpress.com/234/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gasparedaidone.wordpress.com/234/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gasparedaidone.wordpress.com/234/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gasparedaidone.wordpress.com/234/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gasparedaidone.wordpress.com/234/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gasparedaidone.wordpress.com/234/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gasparedaidone.wordpress.com&amp;blog=5516280&amp;post=234&amp;subd=gasparedaidone&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Nadàr Solo, una realtà in attesa di conferma</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 07:12:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gasparedaidone</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Un piano per fuggire]]></category>

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		<description><![CDATA[Una voce leggera. Una batteria robusta. Una chitarra che si fa sentire. I favori del pubblico e, a giudicare dalle recensioni entusiastiche di cui si legge su varie riviste musicali, gli umori della critica dalla loro parte. Pare che non manchi proprio nulla di ciò che una band di successo può desiderare. Così è per [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gasparedaidone.wordpress.com&amp;blog=5516280&amp;post=225&amp;subd=gasparedaidone&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gasparedaidone.files.wordpress.com/2010/07/un-piano-per-fuggire-il-nuovo-disco-dei-nadar-solo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-226" style="border:2px solid black;margin:5px;" title="un-piano-per-fuggire-il-nuovo-disco-dei-nadar-solo" src="http://gasparedaidone.files.wordpress.com/2010/07/un-piano-per-fuggire-il-nuovo-disco-dei-nadar-solo.jpg?w=233&#038;h=239" alt="" width="233" height="239" /></a>Una voce leggera. Una batteria robusta. Una chitarra che si fa sentire. I favori del pubblico e, a giudicare dalle recensioni entusiastiche di cui si legge su varie riviste musicali, gli umori della critica dalla loro parte. Pare che non manchi proprio nulla di ciò che una band di successo può desiderare. Così è per i <strong>Nadàr Solo</strong>, nella formazione attuale Matteo De Simone, Federico Puttili e Andrea Zanuttini. Tre giovinastri che sembrano appena usciti dalla loro cameretta, ma che avevano già in passato dimostrato di saperci fare e di fare sul serio. Guarda caso Un piano per fuggire non è l’album d’esordio del gruppo, preceduto in effetti dal lavoro che come ogni opera prima che si rispetti porta il nome della band, uscito nel 2007 e prodotto da SonyBmg. Ma questo nuovo viaggio nella loro musica è certamente una piacevole scoperta, firmata stavolta Massive Arts, per un pubblico non più di nicchia. Non ci mette molto infatti ad arrivare in ascolto in bella vista sugli scaffali Fnac e non fatica nemmeno ad entrare in un batter d’occhio nel circuito Rockit. Poi, come se non bastasse, Roba Sporca, una delle tracce guida dell’album fa il giro delle radio, mentre Novenovembre entra nella rotazione di MTV Brand:new. La ragione di questo exploit? Siamo davanti a un concentrato di melodie orecchiabili e di testi intensi che colpiscono al cuore una generazione che tenta appunto la fuga dal compromesso, dai vincoli dei rapporti di forza. <span id="more-225"></span>Ci si immerge in un’atmosfera sfumata, ricca di sonorità indie-rock per riemergere con la consapevolezza del fan medio, capace di sentire sue le spalle di una band che si fa vicina e raggiungibile, con le stesse paure e speranze del proprio pubblico. In questo caso non è la potenza del mezzo tecnologico a rendere a portata di mouse l’irripetibile alchimia di un gruppo. Sono invece l’empatia e la passione che sa generare attorno a sé a diventare garanzia di un buon seguito. E forse proprio in questo sta l’ingrediente segreto di un mix ben riuscito. A confermare l’onda lunga del nuovo album, una delle ultime uscite live della band, l’esibizione che si è consumata sul palco del MI AMI 2010 ai primi di giugno, un chiaro riconoscimento di un percorso artistico consolidatosi nel tempo. A questo punto resta da capire quale sarà il valore specifico del prossimo lavoro dei Nadàr Solo, vera cartina di tornasole perché dopo un album di successo ci si aspetta sempre una riconferma. Una cosa è certa. Che stavolta li aspetteremo al varco, col desiderio insopprimibile di farci stupire ancora.</p>
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		<title>Documentario: vivo o morto, x</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 21:05:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gasparedaidone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il documentario è vivo. Anzi vivo e vegeto. Almeno a giudicare dalle parole, dai volti, dai sorrisi che si sono dati appuntamento al Museo Nazionale del Cinema di Torino il 22 giugno per la presentazione alla stampa della 14° edizione di Documentary in Europe, autorevole meeting internazionale per esperti del settore, autori, produttori e broadcaster [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gasparedaidone.wordpress.com&amp;blog=5516280&amp;post=215&amp;subd=gasparedaidone&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gasparedaidone.files.wordpress.com/2010/06/docineu2010.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-217" style="border:3px solid black;margin:5px 10px;" title="docineu2010" src="http://gasparedaidone.files.wordpress.com/2010/06/docineu2010.jpg?w=300&#038;h=147" alt="" width="300" height="147" /></a>Il documentario è vivo. Anzi vivo e vegeto. Almeno a giudicare dalle parole, dai volti, dai sorrisi che si sono dati appuntamento al Museo Nazionale del Cinema di Torino il 22 giugno per la presentazione alla stampa della <strong>14° edizione di Documentary in Europe</strong>, autorevole meeting internazionale per esperti del settore, autori, produttori e broadcaster che si ritrovano ogni anno a Bardonecchia dal 7 al 10 luglio per confrontarsi e contribuire a decidere la sorte di questo genere cinematografico. Che è dato più volte per spacciato, anche se in realtà le cose non stanno proprio così e in un quadro fatto di luci ed ombre, un evento come Documentary in Europe mantiene nel tempo una buona partecipazione di pubblico e addetti ai lavori. <span id="more-215"></span>I numeri della manifestazione parlano da soli. In 13 anni i progetti presentati sono stati più di 200 e 60 di questi sono stati poi realmente prodotti, i partecipanti sono stati circa 300 ogni anno, sono state invitate più di 40 televisioni. Per l’edizione 2010 si è raggiunto poi il numero record di documentari presentati,<strong> ben 163, di cui 35</strong> sono stati selezionati, per un totale di <strong>27 paesi</strong> rappresentati.</p>
<p>A conti fatti, dunque, pur tra mille difficoltà, una cosa è certa: documentari continuano ad essere girati, prodotti e trasmessi. Spesso con un occhio di riguardo per le storie che nascono dagli scenari locali. Lo fa capire per primo <strong>Stefano Tealdi</strong>, presidente dell’associazione Documentary in Europe, che ne approfitta per rimarcare l’attenzione del workshop per il bacino delle produzioni locali. <em>Sono ormai 3 anni</em> &#8211; afferma Tealdi <em>- che una film commission regionale viene invitata a presentare il meglio della propria produzione documentaristica</em>. E così, dato il dovuto spazio alla realtà piemontese nel primo anno di sperimentazione di questa formula, nel 2010 è la Liguria la regione ospite. <em>Non una scelta dettata dal caso poiché in 10 anni di attività </em>- sostiene <strong>Andrea Rocco</strong>, diretto interessato, in quanto presidente della Film Commission ligure &#8211; <em>si è sempre cercato di supportare produzioni che valorizzassero i luoghi e gli autori del territorio in cui operiamo.</em> Sulla stessa lunghezza d’onda viaggiano anche <strong>Roberto Canu</strong>, Assessore al Turismo di Bardonecchia, che ci tiene a sottolineare le interconnessioni tra globale e locale che moltiplicano gli stimoli provenienti da altri contesti, e <strong>Marco Chiriotti</strong>, dell’Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte, che pone l’accento invece sull’importanza che le produzioni artistiche hanno per la promozione del territorio. Ma se consolidato è ormai l’interesse delle commission regionali e delle istituzioni a livello locale nei confronti dei messaggi e delle scelte narrative che contraddistinguono il documentarismo, la stessa cosa non si può dire per la grande emittenza nazionale. Lo dimostra il grado di soddisfazione col quale <strong>Stefano Helden</strong> per doc 3 annuncia che la  RAI manderà in onda quest’estate 13 produzioni in stile doc. Una piccola conquista, che è frutto però della chiara volontà di entrare in co-produzione con i soggetti privati, impiegando risorse e giocando allo stesso gioco dei broadcaster internazionali.</p>
<p>Dando infine un rapido sguardo al palinsesto spiccano senza dubbio, oltre alle sessioni di pitching e di match making, la Master Class Homemade Storytelling del regista Boris Mitic, la proiezione di Padre Nostro, film di Carlo Lo Giudice premiato come miglior documentario all’ultimo Genova Film Festival e quella de L’Ultima Battaglia delle Alpi di Roberto Cena e Fabio Canepa. Da non dimenticare infine nemmeno la sezione Superottimisti che quest’anno in omaggio proprio al respiro internazionale che il workshop ha ormai conquistato incontra il Cinememoire di Marsiglia.</p>
<p><a href="http://www.docineurope.org/home.php?l=ita" target="_self">Se vuoi saperne di più, visita il sito di Documentary in Europe</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gasparedaidone.wordpress.com/215/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gasparedaidone.wordpress.com/215/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gasparedaidone.wordpress.com/215/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gasparedaidone.wordpress.com/215/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/gasparedaidone.wordpress.com/215/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/gasparedaidone.wordpress.com/215/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/gasparedaidone.wordpress.com/215/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/gasparedaidone.wordpress.com/215/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gasparedaidone.wordpress.com/215/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gasparedaidone.wordpress.com/215/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gasparedaidone.wordpress.com/215/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gasparedaidone.wordpress.com/215/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gasparedaidone.wordpress.com/215/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gasparedaidone.wordpress.com/215/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gasparedaidone.wordpress.com&amp;blog=5516280&amp;post=215&amp;subd=gasparedaidone&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Wu Ming, quando la scrittura a più mani non ha segreti</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 23:39:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gasparedaidone</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gasparedaidone.files.wordpress.com/2009/12/altai.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-211" style="margin:5px;" title="Altai" src="http://gasparedaidone.files.wordpress.com/2009/12/altai.jpg?w=187&#038;h=300" alt="" width="187" height="300" /></a>Hanno cambiato nome, passando da Luther Blissett a Wu Ming. Hanno perso, strada facendo, un compagno di viaggio. Hanno rivisto alcune delle loro posizioni politiche assunte ai tempi del G8 di Genova. Ma non si sono mai dati per vinti. Sono tornati, anzi, con un nuovo romanzo, &#8220;Altai&#8221;, frutto di un lungo e paziente lavoro di condivisione, selezione e composizione di varie soluzioni narrative, come nella migliore tradizione del collettivo di scrittori già autore di &#8220;Q&#8221;. E proprio su analogie e differenze rispetto alla loro opera prima è stata giocata buona parte della tappa torinese dei Wu Ming, in tournée in tutta Italia almeno fino al prossimo mese di giugno. Già, in tournée, perché mai metafora musicale è stata così azzeccata come nel caso di questo collettivo che si concepisce proprio come una band a cui piace entrare in contatto con i propri fans, sia virtualmente tramite il proprio blog sia concretamente, come avvenuto appunto nell&#8217;assiepata aula 2 di Palazzo Nuovo il 4 dicembre. E a sgombrare il campo da ogni ricostruzione che vedrebbe in Altai un sequel di Q ci ha pensato subito lo stesso Roberto Bui, che per certi versi è anche il front man della truppa. Insomma questo nuovo lavoro che ha assorbito per ben dieci anni tutta la creatività e tutte le risorse a cui i Wu Ming sono stati in grado di attingere si presenta come un tentativo di ricreare ambientazione e personaggi già esistiti altrove, ricercando però un senso di novità e indipendenza rispetto a Q. Si tratta nel caso di Altai, per dirla proprio con le parole dei Wu Ming, del prodotto finale di una sorta di mediazione al rialzo, di un gioco in cui la posta in palio viene continuamente incrementata e l&#8217;asticella posta sempre più in alto soprattutto dal punto di vista degli intrecci narrativi e della storia pensata per i singoli personaggi. E questa è in effetti la sensazione che si ricava dal punto d&#8217;inizio, che si riallaccia al finale aperto di Q, e dalla collocazione storico-culturale delle vicende narrate: non siamo più nel Cinquecento europeo percorso da predicatori anabattisti e da venti di riforma ma nel bel mezzo del mar Mediterraneo scosso dallo scontro di civiltà che culmina con la battaglia di Lepanto del 1571. Non abbiamo più a che fare con un&#8217;entità che prende di volta in volta le sembianze di vari personaggi, ma con una successione di vicende che da Venezia ci portano fino a Costantinopoli e che concentricamente poi convergono verso lo scontro finale. Inevitabili nel corso della presentazione del romanzo le domande del pubblico sul metodo che nella realtà dei fatti è stato adottato dai Wu Ming per scrivere Altai. E altrettanto prevedibili le risposte fornite, perché per questo gruppo di giovani scrittori non esiste una netta divisione dei capitoli di cui ognuno deve farsi carico, né tanto meno un modo di comunicare e scambiarsi opinioni su quanto scritto che sia uno e uno solo e sempre lo stesso. E, come se non bastasse, per loro stessa ammissione, quando il lavoro è finito, non è possibile dire chi ha scritto che cosa. Per quanto riguarda infine la linea di distribuzione scelta dal collettivo per Altai, almeno all&#8217;inizio sarà venduto nell&#8217;edizione Einaudi secondo i canali tradizionali. Ma non si esclude che in futuro possa essere messo liberamente a disposizione di tutti, secondo i principi del copyleft che i Wu Ming hanno dimostrato di non voler tradire.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gasparedaidone.wordpress.com/203/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gasparedaidone.wordpress.com/203/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gasparedaidone.wordpress.com/203/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gasparedaidone.wordpress.com/203/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/gasparedaidone.wordpress.com/203/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/gasparedaidone.wordpress.com/203/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/gasparedaidone.wordpress.com/203/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/gasparedaidone.wordpress.com/203/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gasparedaidone.wordpress.com/203/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gasparedaidone.wordpress.com/203/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gasparedaidone.wordpress.com/203/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gasparedaidone.wordpress.com/203/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gasparedaidone.wordpress.com/203/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gasparedaidone.wordpress.com/203/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gasparedaidone.wordpress.com&amp;blog=5516280&amp;post=203&amp;subd=gasparedaidone&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>In Francia scoperto pericolo amianto</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 22:14:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gasparedaidone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[amianto]]></category>
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		<description><![CDATA[Un muro è stato abbattuto in Francia. Dopo anni d&#8217;indagini e di proteste, l&#8217;ultima in ordine di tempo quella del 10 ottobre a Parigi: un dirigente dell&#8217; Eternit, Joseph Cuvelier è stato incriminato. Potrebbe essere questa l&#8217;ultima vittoria giudiziaria resa possibile dalle inchieste di un giudice istruttore, figura che Nicolas Sarkozy ha deciso di abolire. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gasparedaidone.wordpress.com&amp;blog=5516280&amp;post=195&amp;subd=gasparedaidone&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un muro è stato abbattuto in Francia. Dopo anni d&#8217;indagini e di proteste, l&#8217;ultima in ordine di tempo quella del 10 ottobre a Parigi: un dirigente dell&#8217; Eternit, Joseph Cuvelier è stato incriminato. Potrebbe essere questa l&#8217;ultima vittoria giudiziaria resa possibile dalle inchieste di un giudice istruttore, figura che Nicolas Sarkozy ha deciso di abolire. Fatto sta che anche in uno dei paesi che è stato tra gli ultimi, nel 1997, a vietare il ricorso all&#8217;amianto, un materiale molto diffuso nel campo dell&#8217;edilizia, ma ormai indicato da tutti come altamente nocivo per la salute dell&#8217;uomo, è stato compiuto un altro passo in avanti perché sia fatta giustizia. Tra il 10 e il 20% dei casi di tumore in Francia sono riconducibili all&#8217;esposizione a questa sostanza e soltanto tra il 1995 e il 2025 l&#8217;Inserm, l&#8217;Istituto nazionale di ricerca medica ha previsto 100mila vittime da amianto. Di fatto ben poco era stato finora ottenuto in questa battaglia, ma l&#8217;arresto di Cuvelier è particolarmente simbolico perché colpisce una delle famiglie che sull&#8217;industria dell&#8217;amianto hanno costruito il proprio successo economico.</p>
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		<title>San Salvario e la sua nuova ondata bohemienne</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 22:07:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gasparedaidone</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gasparedaidone.files.wordpress.com/2009/11/sansalvario.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-190" style="margin:5px px;" title="sansalvario" src="http://gasparedaidone.files.wordpress.com/2009/11/sansalvario.jpg?w=495" alt=""   /></a>L&#8217;album &#8220;san Salvario da mezzanotte alle quattro&#8221; li ha lanciati in orbita e da quel momento non si sono più fermati. Cantano in maniera diretta e disincantata un mondo che ben conoscono, quello labirintico di uno dei quartieri più famosi di Torino, o per lo meno a quest&#8217;universo di emozioni e sensazioni si rifanno nelle loro canzoni. Sono le voci  e le anime della nouvelle vague cantautoriale torinese: i vari Vittorio Cane, Matteo Castellano, Stefano Amen, solo per citarne alcuni&#8230;autori che sanno incarnare il lato più puro e genuino di una dimensione della città che da periferia sta diventando epicentro, culturale e artistico. Con i loro testi che oscillano dal demenziale all&#8217;ironico, che a volte sono impegnati e in altri casi arrabbiati e visionari, ci parlano senza troppi fronzoli. Per loro si sono scomodati paragoni ingombranti. C&#8217;è chi li considera i veri epigoni dei migliori rappresentanti della Canzone Popolare italiana, da De Andrè a Tenco, da Fossati a Jannacci. Chi invece per collocarli ricorre a quelle che vengono considerate le influenze musicali e culturali che li hanno forgiati. Chissà se sarebbe più opportuno definirli semplicemente figli del loro tempo. Un fatto è certo però. Con le striature delle loro melodie orecchiabili si sono ormai imposti all&#8217;attenzione di un pubblico sempre più largo e per lo più giovane, che sa leggere i segni dei tempi che cambiano. E forse proprio in questo, nel fatto di essere autori di un nuovo filone musicale in un mondo sottoposto al cambiamento sociale ma che tende a rimanere sempre afflitto dai soliti pregiudizi e dalle abituali paure, proprio quando emerge questa sua caratteristica, l&#8217;ondata musicale che ha travolto san Salvario sa esprimere al meglio se stessa.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gasparedaidone.wordpress.com/183/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gasparedaidone.wordpress.com/183/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gasparedaidone.wordpress.com/183/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gasparedaidone.wordpress.com/183/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/gasparedaidone.wordpress.com/183/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/gasparedaidone.wordpress.com/183/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/gasparedaidone.wordpress.com/183/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/gasparedaidone.wordpress.com/183/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gasparedaidone.wordpress.com/183/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gasparedaidone.wordpress.com/183/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gasparedaidone.wordpress.com/183/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gasparedaidone.wordpress.com/183/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gasparedaidone.wordpress.com/183/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gasparedaidone.wordpress.com/183/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gasparedaidone.wordpress.com&amp;blog=5516280&amp;post=183&amp;subd=gasparedaidone&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il TFF tra tradizione e rinnovamento</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 15:06:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gasparedaidone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[27° TFF]]></category>
		<category><![CDATA[autori giovani]]></category>
		<category><![CDATA[contestazione]]></category>
		<category><![CDATA[Gianni Amelio]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-180" title="13tfftorino" src="http://gasparedaidone.files.wordpress.com/2009/11/13tfftorino.jpg?w=495" alt="13tfftorino"   />Non poteva esserci inizio più turbolento e significativo per l&#8217;era post-morettiana del Torino Film Festival. Nella sua giornata d&#8217;apertura il festival è stato scosso da due fatti che fanno sentire bene il polso della città, attraversata da tendenze favorevoli ad un rinnovamento artistico e tensioni sociali mai definitivamente sopite. Infatti nel giorno della prima assoluta del film Nowhere boy, della giovane regista Sam Taylor Wood, che racconta l&#8217;adolescenza di John Lennon, la rassegna è stata presa di mira dai centri sociali di sinistra, che sul palco del teatro Regio hanno inscenato un&#8217;azione dimostrativa perché preoccupati per i piani di sgombero degli spazi occupati che sindaco, prefettura e questura vorrebbero attuare. E tuttavia il TFF è stato sin da subito in grado di conquistare l&#8217;entusiasmo della gente, nonostante la penuria di grossi nomi e la linea giovane che il direttore Gianni Amelio ha scelto per questa edizione della rassegna, la prima da quando gli è stato lasciato in dote il buon lavoro svolto in questi anni nel suo stesso ruolo da Nanni Moretti. In questo festival i volti giovani e sconosciuti di attori e registi non ancora abituati a vivere da star assolute del grande schermo, assaggiano l&#8217;ebrezza di essere messi al centro dell&#8217;attenzione della gente. Non mancano però del tutto i nomi capaci di creare risonanza mediatica. Come quello di Charlotte Rampling che ierisera ha presentato la retrospettiva dedicata a Nagisa Oshima, regista che l&#8217;aveva diretta in Max mon amour. Nato su queste basi, insomma,  anche questo nuovo corso del TFF sembra confermare un largo seguito e l&#8217;etichetta di avvenimento cult del palinsesto annuale degli eventi ospitati e organizzati dalla città di Torino.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gasparedaidone.wordpress.com/176/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gasparedaidone.wordpress.com/176/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gasparedaidone.wordpress.com/176/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gasparedaidone.wordpress.com/176/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/gasparedaidone.wordpress.com/176/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/gasparedaidone.wordpress.com/176/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/gasparedaidone.wordpress.com/176/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/gasparedaidone.wordpress.com/176/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gasparedaidone.wordpress.com/176/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gasparedaidone.wordpress.com/176/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gasparedaidone.wordpress.com/176/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gasparedaidone.wordpress.com/176/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gasparedaidone.wordpress.com/176/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gasparedaidone.wordpress.com/176/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gasparedaidone.wordpress.com&amp;blog=5516280&amp;post=176&amp;subd=gasparedaidone&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Un tuffo oltre il nero</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 09:43:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gasparedaidone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-166" title="oltrenero" src="http://gasparedaidone.files.wordpress.com/2009/11/oltrenero.jpg?w=215&#038;h=300" alt="oltrenero" width="215" height="300" />Oltrenero è un libro sull&#8217;estrema destra in Italia. Anzi, su Casapound, storico centro sociale di destra, se vogliamo essere meno generici. Non è però un libro né celebrativo né tanto meno di denuncia. I suoi autori, il fotografo Alessandro Cosmelli e il giornalista Marco Mathieu, lo considerano piuttosto il risultato di un viaggio che ha lo scopo di raccontare un mondo in presa diretta. Con le immagini catturate da una macchina fotogrfica e le parole annotate su un taccuino. Edito da Contrasto nel settembre 2009, il libro si apre con le significative riflessioni di Pasolini che nel 1974 afferma: “Ci siamo comportanti con i fascisti – parlo soprattutto di quelli giovani – razzisticamente: abbiamo cioè frettolosamente e spietatamente voluto credere che essi fossero predestinati a essere fascisti, e di fronte a questa decisione del loro destino non ci fosse niente da fare… Ma nessuno di noi ha mai parlato con loro. Li abbiamo subito accettati come rappresentanti inevitabili del Male”. Quello che non era mai stato fatto, lo fanno allora Cosmelli e Mathieu: vivono le loro giornate seguendo i ritmi di vita di quei ragazzi che amano definirsi semplicemente fascisti, intervistandoli e fotografandoli. Da questo affresco a tinte forti, fatto a volte di slogan e, spesso, di riferimenti ideologici indiscutibili,  da questo quadro scuro emerge una comunità che rifiuta ogni etichetta e che ha i suoi volti e le sue storie. In questo percorso gli autori ci fanno scoprire quelle nuove scosse nere che attraversano l&#8217;Italia berlusconiana. I suoi protagonisti guardano al passato ma sono ancorati alla dimensione del presente. I loro autori preferiti sono Pound e D&#8217;annunzio, i loro corpi sono tatuati con l&#8217;effige del Duce ma le loro esistenze non sono lontane dalla realtà. Danno vita a lotte sociali che li pongono in modo violento in contrasto con quei &#8220;compagni&#8221;, i loro omologhi di sinistra, tanto odiati e combattuti sul territorio. Di fronte ad una sensazione di presunta perdita di senso del politico, che forse riguarda più la politica alta, quella fatta in parlamento, che non quella della strada, si staglia quindi un fenomeno che gli autori di questo libro indagano perché di fatto sembra sfuggire ad ogni facile tentativo di definirlo. Quello che ne esce fuori è un agile volume di 160 pagine, in cui foto e parole si alternano e si completano a vicenda e che si chiude con una interpretazione politica a più voci, tra cui anche quella dell&#8217;attuale ministro Giorgia Meloni, quasi a riassumere e riaffermare il senso di un lavoro corale che percorre l&#8217;intero testo.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gasparedaidone.wordpress.com/165/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gasparedaidone.wordpress.com/165/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gasparedaidone.wordpress.com/165/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gasparedaidone.wordpress.com/165/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/gasparedaidone.wordpress.com/165/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/gasparedaidone.wordpress.com/165/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/gasparedaidone.wordpress.com/165/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/gasparedaidone.wordpress.com/165/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gasparedaidone.wordpress.com/165/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gasparedaidone.wordpress.com/165/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gasparedaidone.wordpress.com/165/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gasparedaidone.wordpress.com/165/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gasparedaidone.wordpress.com/165/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gasparedaidone.wordpress.com/165/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gasparedaidone.wordpress.com&amp;blog=5516280&amp;post=165&amp;subd=gasparedaidone&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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